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Da qualche giorno circola una notizia che non è altro che una mistificazione: il PD (e nello specifico 94 senatori, tra i quali il sottoscritto) avrebbe votato contro il taglio delle pensioni d’oro. Come ho già cercato di spiegare in una newsletter (clicca qui) le cose non stanno così e vorrei quindi cercare di fare ulteriore chiarezza. L’antefatto è il seguente: nel dicembre scorso sono state tagliate le retribuzioni dei manager pubblici con stipendio lordo di 300.000 euro annui. Conseguenza: molti alti dirigenti pubblici che hanno già maturato il diritto alla pensione sono fortemente incentivati a scegliere di andare in pensione subito invece di continuare a lavorare: facendolo subirebbero una decurtazione corrispettiva del trattamento pensionistico. Il fatto è che l’orientamento giurisprudenziale tutelerebbe quel lavoratore che continuando a lavorare si opponesse alla decurtazione pensionistica: per la Cassazione e per la Corte Costituzionale il trattamento pensionistico per il quale una persona ha già maturato i requisiti, ma che non viene attivato perché decide di continuare a lavorare, costituisce un diritto acquisito che non può più essere inciso da nuove disposizioni. In un decreto legge approvato ultimamente, il Governo ha quindi inserito una disposizione che stabilisce che il taglio operato con il decreto Salva-Italia non possa incidere sul trattamento pensionistico già maturato da quei dirigenti alla fine del 2011 nel vecchio regime, ma incida soltanto sul trattamento che maturerà a loro favore da 1° gennaio in poi. Importante precisazione: l’intervento del Governo non comporta nessun aggravio per le spese dello Stato. La ratio del provvedimento, come si può facilmente comprendere, è quella di evitare una pioggia di ricorsi (inevitabili grazie al voto di Lega, IDV e parte del PDL presto arriverà), i quali, avendo ottime possibilità di successo, comporteranno sicuramente costi nuovi e imprevisti. Mi lotto da sempre per abbattere i costi della politica e credo che la mia storia politica sia lì a dimostrarlo. Continuerò a farlo, consapevole che lottare contro la demagogia è spesso impossibile. Antonio Rusconi |
