"Suscita evidente perplessità la scelta di ricorrere ad uno strumento normativo primario, come il disegno di legge, per restituire risorse precedentemente ridotte a quattro enti che svolgono ricerche sul medioevo, quali la Società internazionale per lo studio del medioevo latino (600.000 euro), la Fondazione Ezio Franceschini (450.000 euro), l'Istituto storico Italiano per il medioevo (500.000 euro), nonché il Centro italiano di studi sull'alto medioevo (450.000 euro), contributi che peraltro gli enti suddetti potranno ricevere solo a partire dal 2012". Così il senatore del Pd Antonio Rusconi, capogruppo in Commissione Istruzione spiega l'astensione del gruppo Pd. "Si tratta di enti la cui attività è particolarmente importante per quanto il medioevo rappresenta nella storia della cultura, dell'arte e religiosa del nostro Paese e, dunque, non vi è dubbio che da parte del nostro Gruppo si ritenga opportuno il ripristino di queste risorse. Ma perché non inserire questi contributi all'interno di una riflessione generale sugli istituti culturali che beneficiano della legge n. 534 del 1996? Perché non prendere nemmeno in esame tutti i nostri emendamenti, che chiedevano di includere l'Accademia della Crusca e dei Lincei tra i beneficiari di questo provvedimento? Parliamo in questo caso di enti che diffondono la cultura e la lingua italiana in tutto il mondo. Perché questa idea di selezionare arbitrariamente enti meritevoli da altri altrettanto meritevoli?" "Siamo dunque costretti - spiega Rusconi - a distinguerci con un voto di astensione, perché nel merito c'è la nostra soddisfazione per il reintegro delle risorse per enti di importante rilevanza storica e culturale, ma nel metodo vi è l'uso di uno strumento improprio. Non deve infatti sfuggire all'attenzione di tutti, maggioranza e opposizione, che nelle stesse condizioni in cui si trovano questi quattro enti si trovano attualmente moltissimi altri istituti nazionali che, pur di fronte ad una meritoria e apprezzata attività culturale che qualifica anche all'estero la civiltà del nostro Paese, si vedono decurtato il contributo statale per il 2011 per una percentuale che oscilla tra il 20 e il 50 per cento". "Auspichiamo - ha concluso Rusconi - che a partire dal libro bianco, a cura dell'Istituto storico Italiano per il medioevo, dal significativo titolo "Medioevo negato", il Governo e la maggioranza prendano finalmente consapevolezza che la cultura è un investimento fondamentale per questo Paese e merita quell'attenzione e quelle risorse che nel 150º anniversario dell'Unità del nostro Paese richiedevano almeno come rispetto della sua storia"
Roma, 13 settembre 2011
