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11-02-2010 -
[ Scuola ]
SCUOLA: RUSCONI (PD), "STUDENTI A LAVORO A 15 ANNI. UN PASSO INDIETRO RISPETTO EUROPA"
Intervenendo in Commissione Istruzione del Senato sull'atto 1167 che prevede il contratto di apprendistato a 15 anni, nuova norma che il Senato si appresta a varare definitivamente e che è in contrasto con l'attuale legge sull'obbligo all'istruzione fino a 16 anni, il senatore Antonio Rusconi, capogruppo in Commissione Istruzione, ha manifestato la propria "preoccupazione per una scelta che ci pone distinti e distanti non solo dagli obiettivi firmati dall'Italia a Lisbona ma dal progetto del Ministro Moratti che prevedeva il diritto-dovere all'istruzione fino a 18 anni. Questo provvedimento dimostra, inoltre, il caos in cui vive la scuola italiana sotto la guida Gelmini: la scorsa settimana il Ministro ha illustrato con enfasi la nuova scuola superiore per tutti i ragazzi e una settimana dopo, di fatto, la sua stessa riforma viene emendata con l'introduzione della possibilità di abbandonare la scuola a 15 anni, un record negativo in Europa, violando l'accordo Stato-Regioni per l'osservanza dell'obbligo dell'istruzione anche nei corsi di formazione professionali finanziati e promossi dalle Regioni". Rusconi ha sottolineato che "il relatore De Eccher ha affermato che i ragazzi che non hanno voglia di studiare a 15 anni è meglio che vadano a lavorare, così si tolgono dalla strada". "Se ai ragazzi di 15 anni, soprattutto a quelli che vivono in contesti disagiati - come accade in tutta Europa con la formazione professionale, con l'alternanza scuola-lavoro - si offrissero maggiori opportunità, vale a dire più inglese, più informatica, più attenzione educativa, forse si riuscirebbe a toglierli definitivamente dalla strada e a prepararli in modo adeguato al mondo del lavoro".
Roma, 10 febbraio 2010
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